AVVOCATO ENZO GIOVIALE “L’imprenditore in crisi che ha sconfitto la banca”

AVVOCATO ENZO GIOVIALE

Una piccola impresa che rifornisce i mercati cittadini di frutta e verdura. Il titolare G., la contabile-socia, due dipendenti. Cinquecentomila euro di fatturato. Arriva la crisi. Debiti per oltre trecentomila euro con i fornitori, la banca gli chiede di rientrare dai fidi. Il signor G., che ha passato i 70 anni e lavora dall’alba alle nove di sera, deve chiudere. E vuol pagare i debiti. Un altro scapperebbe, lui no. Non ha conti segreti, né macchine di lusso. Possiede la casa in cui abita alla Bolognina con moglie, figlia e nipotino. La vende sottoprezzo. Per evitare il fallimento G. propone un concordato preventivo ai fornitori, che conosce da sempre. Offre il 30 per cento, si accorda per il 50/60. Ma quando propone l’80 per cento alle banche con cui ha lavorato per vent’anni, che chiedono oltre 100 mila euro, la risposta è no.

LA CAUSA ALLA POPOLARE- E allora con il suo avvocato, Augusto Bonazzi, fa causa alla Popolare di Verona-San Geminiano e San Prospero. «Guardando le carte — racconta il legale — era evidente che molti dei problemi nascevano nel rapporto con le banche. G. pagava fino a 100 mila euro l’anno, due mesi di fatturato». Bonazzi si è fatto affiancare da un esperto di diritto bancario, l’avvocato Riccardo Vigiano dello studio Brandi-Castagnetti. E ora due periti di due diversi tribunali sono arrivati alle stesse conclusioni sui conti riconducibili al signor G. presso la Popolare di Verona: non è l’imprenditore a dover pagare, è la banca che deve dei soldi a lui. In un caso, un conto aperto nel ’97, il credito vantato dall’istituto sfiorava i 150 mila euro, ma secondo il perito del tribunale di Verona, Enrico Aldegheri, l’istituto deve rimborsargli 40 mila euro. Nell’altro partiva da -21.000 e per il perito di Bologna, Monica Mastropasqua, deve averne tra 6 e 8 mila. Sono i risultati del ricalcolo degli interessi e dell’anatocismo, gli interessi sugli interessi debitori capitalizzati, dei tassi soglia, delle commissioni di massimo scoperto e delle mille spese connesse alla tenuta dei conti: dal ’96, con la legge anti-usura, devono essere incluse nel Teg, il tasso effettivo globale. L’avvocato della banca, Alberto Zorzi, preferisce non commentare: «Non sono autorizzato», dice.

I GIUDICI – Si attendono le decisioni dei giudici Pier Paolo Lanni di Verona e Maurizio Atzori di Bologna. G. non è un caso isolato. «Il contenzioso aumenta — spiega l’avvocato Vigiano —. Quando si va a guardare, quasi sempre c’è qualcosa che non va. I passivi si riducono. E nei conti molto vecchi situazioni debitorie si trasformano spesso in situazioni creditorie, come per G.». Dal ’99 la Cassazione ha cambiato orientamento negando validità agli «usi» che giustificavano la capitalizzazione trimestrale degli interessi, fino a una storica sentenza della Cassazione che nel 2004 ha indotto molte banche ad accantonare fondi per le future cause. C’è una sorta di ping pong: sentenze favorevoli ai clienti e interventi normativi in senso opposto, con inevitabili incertezze sulle regole. Nel caso di G. mancavano anche i contratti di apertura dei conti, come in passato era molto frequente, quindi è stato applicato il tasso dei Bot. «G. è arrivato fin qui — osserva l’avvocato Bonazzi — anche perché è molto preciso, aveva conservato tutto. Certo ora dice che se l’avesse saputo prima non avrebbe venduto la casa». Ha provato a ricominciare dai lavori più umili ma alla sua età non è facile: si dedica al nipotino.

avv vincenzo gioviale

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AVVOCATO ENZO GIOVIALE “L’imprenditore in crisi che ha sconfitto la banca”ultima modifica: 2016-05-17T08:46:33+02:00da riccardo1301
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